Rivista di Storia Arte e Archeologia per le Province di Alessandria e Asti , a. III (1894), pp. 97-101

 

 

 

 

 

Le carte di Lù Monferrato

 

L'Archivio comunale è completamente spoglio di carte o libri di un certo valore storico per antichità. Questa povertà si dice dovuta ai soliti atti arbitrarii di qualche individuo, il quale, sia per una ragione, sia per un'altra, (talora sotto specie di studio) asportò in casa propria quanto eravi di più buono. Però è quasi certo che poche tavole saranno sfuggite al naufragio del 1642, come consta dagli Archivii parrocchiali, che appunto si trovano in stato deplorevole.

Importante, per la Storia ecclesiastica specialmente, è la collezione delle Visite pastorali che trovasi nell'Archivio Prevostale di S. M. Nuova, e che potei visitare per cortesia del Teol. Ganora, Prevosto Parroco della Colle­giata. Da simili carte, che trovansi per lo più nelle parocchiali importanti, si possono ricavare notizie anche per la storia della pittura del Monferrato, occorrendo spesso menzione di opere pittoriche a noi involate dall'ignoranza dell'uomo o dalla guerra.

L'Archivio prevostale, come dice in una Annotazione il Prev. Teologo Nicolao Roggero, fu «fatto solamente dal mio immediato successore (sic) D. Lorenzo Colli, e si trova nella Casa Parrocchiale1; in questo Ar­chivio si conservano sotto chiave, da me custodita, i libri suddetti con altre poche scritture». Inutilmente cercai l'elenco dei libri. Anzi da alcune carte apparisce che nel sec. XVII esistevano ancora libri ora smarriti.

Questa data del sec. XVII mi richiama alla mente l'infelice anno 1642, in cui tanti archivii ecclesiastici e civili vennero devastati dalle orde gallo-ispane. Non vi è traccia espressa del sacco che patì Lù in quel tempo; ma da alcune memorie si può ricavare che anche là vennero abbruciate case, contaminati i luoghi sacri, ogni cosa manomessa. Difatto nella Visita Pastorale del 1660 di Mons. Miroglio, l'Arciprete2 Anselmo Torre parla della sua chiesa «sacheggiata dalla guerra, e portati uia due calici, pianeti et altri mobili della Chiesa». In un inventario del 1657 fatto dal Prev. Castello si menzionano «due braccia indorate con Reliquie dentro, et una scatoletta con molte reliquie, le quali reliquie tutte sono descritte nel libro del Rosario, perduti gli autentici nel sacco da paesani patito»; e lo stesso Prevosto si scusa di non aver potuto presentare prima l'inven­tario ai suoi Superiori «per molte difficoltà in ritrovare alcune pezze smarrite per la guerra».3 In un inventario della Capella «detta la Schiavina» fatto da Vinc. Pozza, Arcip. di S. Nazaro, dopo aver descritte le terre della dote della Capella (in tutto mog. 50, st. 4, tav. 6, esistenti a S. Anna, Roncà, Minella, Boschetto, Rovere, Firatta, Fontana Fredda, Molino Nuovo, Morella, Corniola, Morlantino, Và, Prelli, S. Sebastiano, Morinero, Follone o Massarola), fa menzione di «una casa abbrucciata e rouinata situata nella Piazza consorti Gioanni Gatto, Sig. Vincenzo Capello, et li heredi di M. Cesare Cutica, et la piazza».

Havvi nell'Archivio Prevostale un elenco dei Parroci di S. M. Nuova, che credo utile qui recare abbreviato:

1) Francischino di Bonifacio «de Fraxineto comitis de Kabaliate» Prevosto di S. Giovanni «de Modigliano prope locum Lù». (Questa Chiesa di S. Giov. precedette la presente di S. M. Nuova) - 1323, 14 Dic.

2) Guglielmo, Prevosto di S. Giov. «de la Magliana, seu de Emiliano de Lù». - 1428, 26 Luglio.

3) Giov. Colli, Accolito e Capellano Apost. di Pio 2°, Prevosto di S. Giov. «de Medigliano». - 1461, 6 Ag.

4) Benedetto «Ripa I. U. D.», Prevosto di S. M. Nuova. (Questo ed i seguenti Parroci sono tutti di S. M.) - 1496, 5 Ott. ; m. 1515, 8 Marzo.

5) Antonio «Maymonus» di Lù, Segret. Marchionale. - 1515, 4 Settem. (?).

6) Bonif. della Valle, di Lù, Proton. Apost., Consigliere della Marchesa di Monferr. - 1522, 15 Dic.

7) Rolando Della Valle, di Lù, I. U. D., Consigl. Marchionale. - 1523, 4 Marz.

8) Bartolomeo «de Prato» rinunciò alla Prevostura nel 1550, ed, a quanto pare, in favore di Cortesino.

9) Aurelio Bobba, provvisto dalla S. Sede, rinunciò egli pure, a quanto pare, nello stesso anno ed allo stesso Cortesino prima della spedizione delle Bolle.

10) Gius. Maria «Curtexinus» di Lù, I. U. D. - 1550.

11) G. Marco Bobba. (Forse a costui fu rinun­ciata la Prevostura dal Cortesino). 1550, 27 sett.

12) Franc. Bobba «ex nobilibus de Lù» fu anche insieme Can. della Catt. di Casale - 1570, 17 Giug.

13) Ottavio Bobba «ex Nobil. de Lù et condominis Rusignani, patrueli Marci Antoni Bobbae S. R. E. Cardinalis ac Epis. Augustae», era stato prima Can. della Catt. di Casale - 1577, 13 Genn.

14) Giulio Cesare di Silvio Alberigo, di Lù «incola Genuae», I.U.D., eletto Prevosto dal Comune di Lù. Però dovette, in seguito ad una lite, cedere al Foresti il 14 Marzo1600; fu eletto Can. della Collegiata, essendo anche Arcidiac. della Metropolitana di Genova. - 1600, Marzo.

15) Giulio Cesare Foresti, Casalese, I. U. D., Proton. Apost. - 1600, 12 Marz.; m. in età di 85 anni nel 1855, 23 Febb.- (Fu Legato del Duca di Mantova a Clemente VIII; canonico Glarolarum; sepolto a Casale in S. Croce presso l’altare del Crocefisso).

16) Giov. Castelli di Caresana, eletto dal Comune di Lu; sepolto presso il Campanile di S. M. Nuova. - 1665, 27 Febb.; m. in età di 54 an. nel 1671, 17 Genn.

17) Ambrogio M.ª «Cabiatus», Casalese, I. U. D., eletto dal Comune di Lu; già Prevosto di Mirabello ed un tempo Pro-Vicario del Vescovo di Casale; sepolto presso il Campanile. - 1671, 25 Gennaio ; m. in età di 61 anni nel 1699, 16 Ott.

18) Giov. Pietro Pavaranza, di Lù, eletto dal Comune; fu Prev. di Mirabello ed insieme Can. di questa Collegiata. 1699, 22 Nov.

19) Evasio Bonifazio «Placentinus de Terricula» I. U. D., Proton. Apost., già Canon. di S. M. «de Platea» di Casale, e già Prevost. «Terriculae»; eletto «a D. De Beliardis compatronis». - 1699, 21 Ottob.; m. in Teruggia in età di 70 an. nel 1717, 17 Sett. Vinse la lite contro il Pavaranza, il quale dovette cedere).

20) Ant. Franc. Colli I. U. D. e Prot. Ap.; fu eletto dal Comune di Lù; fu già Canonico. - 1717, 17 Sett.; m. in età di 78 an. nel 1743, 16 Genn.

21) Benedetto Colli del fu Pietro, fratello di Ant. Franc., I. U. D.; eletto dal Comune. - 1743, 17 Genn.; m. in età di an. 48 nel 1743, 12 Dic.

22) G. Giacomo «Belliardus de Terricula quondam D. Capitanei Caroli Ambrosii qui fuit Caroli francisci, eligitur Praep. a D. Carolo Ambrosio Belliardo nepote ex fratre»; I. U. D., Proton. Apost., Can. della Colleggiata di Lù e già Can. della Catt. di Casale. - 1743, Dicem.

23) Lorenzo Colli, di Lù, figlio «D. Phisici Michaelis Ant.»; I. U. D., Prot. Apost., Vic. foran.; eletto dal Comune. - 1777, 10 Marz.; m. in età di 80 an. nel 1823, 29 Marz.

24) Nicolao Roggero  «de Castro Molina, Diocc. Aquen.»; eletto per concorso. - 1823, 23 Nov.; m. 1870, 18 Ott.

 

In una annotazione si dice:«Post obitum Praep. Benedicti Ripa, excellentissimus Marchio Guillelmus Montisferrati per litteras confidentiales seu familiares obtinuit a Communitate Lù electionem Praepositurae in favorem Ill.mi D. Io. Georgii eius fratris, qui ob infirmitatem postea resignavit R. D. Antonio Maymono eius Cancellario».

Oltre a questo catalogo che si conserva nell'Archivio Prevostale, se ne trova un altro nell'Archivio Parrocchiale di S. Nazaro, il quale, se per una parte è più imperfetto, per un'altra offre ulteriori notizie.

Gli sono ignoti i prevosti Benedetto Riva, G. Giorgio dei Marchesi di Monferrato ed Antonio Maimono, Rolando della Valle, Gius. M. Cortesino, Bartolomeo «De Prato», Aurelio e G. Marco Bobba; si arresta al Prev. G. Giacomo «Belliardus». - Dice esser il Pavaranza figlio «D. Capitanei Cesaris»; Ant. Franc. Colli, figlio del fu Benedetto; Benedetto Colli esser stato nominato dal Comune «Consule D. Michele Ant. fratre Phisico die 17 lan. 1743, sed energumenus et pluribus morbis oppressus cervicibus fractis obiit 1743, 12 Dec.»; aver il Comune protestato contro la nomina di Giac. Franc. «Biliardus» «cum protestationibus Consule D. Carolo Bobba, eo quod D. Praep. iam fuerat provisus Beneficio ex eodem Jure Patronatus. Obtinet utrumque 1743». Dice che il 15 Ag. 1748 il Prevosto ed i Canonici indossano la Cappa; che si fece una lite fra la Collegiata e le altre parocchie «et lata fuit sententia esse matricem impropriam, et nihil innovatum fuit post». Avverte che «anno 1479 translata est Collegiata Sancti loannis (de Mediliano) ad oppidum Lù».

 

 

 

 

1 In una relazione del parroco al proprio Superiore (1833) si dice che la casa parocchiale fu ampliata dal Prev. Cabiati.

2 Due sono le Arcipreture a Lù. Non potei consultare l'archivio di S. Giacomo; consultai invece quello di S. Nazaro, ricevuto gentilmente dall'Arc. Luigi Coggiola. Vi si conservano carte utilissime per la storia di quella Chiesa, naturalmente di data non troppo antica. Vi sono diversi inventari dei suoi Beni; il più antico è del 1565, 13 Sett., sotto l'amministrazione «del Ven. Giacomo Cataneo del Logo di Lù et Rettore della Chiesa del divino S. Nazario» composto da «Io. Laurentio Baijo pub. Agrimensore del Loco di Mirabello». Segue un altro inventario del 1585, 18 Nov. sotto l'Amministrazione del «Ven. prete Ottavio Lusana Rettore di S. Nazaro»; più un altro del 1622, 18 Ott., sotto «Ottaviano Lusana Arciprete di S. Nazaro»; più un altro del 1631, 13 Febb. sotto Vincenzo Rella, Arciprete di S. Nazaro; più un altro del 1702, 19 Genn. sotto Gius. Trisoglio Arciprete. (Di quest'ultimo manca qualche foglio; fu composto dall'Agrimensore Carlo Valerio Capra). I beni si trovano ad Almara, Balestra, Cassina brusata o S. Maria, Caudeglia o Caudenga, Cerbiolo o Zerbiolo, Fontana fredda, Gorreto o Garetto, Lummi o Limmi o Limnei, Minella, Moriner, Morlantino o Merlatino, Mont’alfrazi o Moti affrate, Montaguzzo o Moti aguzzo, Pravalle o Prato Votero o Prato Voter, Rocati o rocato o ronchi, Santero dell’ara, Salsetta o Saliceta, S. Bernardo, S. Rocco, Stazano, Trenta maggiore, Vaa, Valcelasca o Vercellasca o Xalasca, Zaccarino. Nel catalogo del 1565 è menzione anche della località di Montepane, S.to Inp.de; in quello del 1585, di Vigno; in quello del 1631, di Stalati, Moncassino, Saucia Montalto; in quello del 1702, di Moncestino, Rovere, Saucido. Riguardo al numero dei beni abbiamo nel 1565 pezze di terra 33; nel 1585 una casa e 32 pezze di terra; nel 1622 una casa e 33 pezze terra; nel 1631 una casa e 30 pezze di terra; nel 1702 pezze di terra 32. (questo però non è completo).

3 E’ doloroso che, non per opera degli stranieri, ma di chi doveva più di tutti rispettare le memorie patrie si sia disperso l'Archivio Capitolare, il quale sarebbe stato di non poco valore. Ora conviene andarlo a pescare in una sede non propria e non naturale.