Al païs d', n. 7 (1997), p. 3

 

 

 

 

La mucca dal notaio

 

Lu, 3 aprile 1487. Sulla piazza della chiesa di S. Maria Nuova, presenti il notaio e due testimoni, Giacomo Caldera consegna a Tommaso De Lumello due vacche dal pelo rosso: una, forse un po' focosa, è chiamata L'Ardìa (L'Ardita); l'altra, timidetta, La Quaglia. Per quattro anni Tommaso dovrà, a proprie spese, alimentare, custodire, accudire e portare al pascolo questo piccolo... capitale. Attenzione! L'Ardìa e La Quaglia non dovranno lavorare, ma solo ingrassare e fare latte e vitelli. Trascorsi quattro anni, la famigliola bovina (accresciuta della prole) verrà divisa in due parti uguali: una metà andrà a Giacomo, che mise a disposizione il capitale iniziale, cioè le due bestie; l'altra metà a Tommaso, che prestò il suo lavoro, il suo tempo, le sue attenzioni, il suo fieno e il suo toro perché il capitale desse frutto. Tommaso, per ogni parto delle vacche, dovrà anche consegnare a Giacomo mezzo rubbo (circa quattro chili) di formaggio. Questo tipo di contratto, chiamato sòccida, è abbastanza frequente a Lu negli ultimi quindici anni del Quattrocento.

I contratti di sòccida, disseminati tra le antiche carte del notaio, sono una delizia: diverte leggere i nomi (a volte anche estrosi e stravaganti) che i Luesi del Quattrocento davano alle vacche e ai manzi; le vivaci descrizioni del pelo, della coda e delle corna, chiazze di colore tra le aride formule del latino notarile.

Non solo pestilenze che decimavano la popolazione, non solo atti di dote che dissanguavano i padri, non solo testamenti che davano l'addio alla vita. Le carte luesi di fine Quattrocento restituiscono anche il sapore un po' asprigno del quotidiano, l'umore di una popolazione che abitava Lu mezzo millennio fa, le sue malinconie, i suoi estri e... le sue mucche dal pelo rosso: L'Ardìa, La Quaglia, La Vermiglia, La Risignola, La Rossa...

Gianfranco Ribaldone

 

 

Nello schema qui sotto pubblicato sono presentati otto contratti di sòccida stipulati a Lu dal 1485 al 1493 (Archivio di Stato di Alessandria, Archivio no­tarile del Monferrato, maz­zi 1885 e 1886).

Prima colonna: la data del contratto e il nome del soccidante (cioè di co­lui che dispone del bestiame) e del soccidario (cioè di chi lo prende in conse­gna).

Il primo è di solito un Luese benestante; il secondo è spes­so un allevatore di un paese vicino (Fubine, Mirabello, Borgo San Martino).

Seconda colonna: il nome delle bestie.

Le vacche e i manzi vengo­no chiamati secondo il colo­re del pelo (Clara, Vara, Bruna, Rossa, Vermiglia) o la forma delle corna (Craviola) o le particolarità del ca­rattere (Ardìa). Alcuni proprietari, dotati di bello spiri­to, s'ispirano agli uccelli (Quaglia, Risignola, Farchono). I fratelli De Albricis sono i più fantasiosi ed irri­verenti, appioppando alle loro bestie i nomi di Figa, Qua­glino, Craviola, Vermiglia, Striverga, Farchono.

Terza e quarta colonna: la descrizione del pelo, della coda e delle corna.

Due bestie su tre hanno pelo rosso. Le corna sono invece per tutti i gusti: alcune arcuate in avanti (cornua antelevata); altre all'indietro, come quelle delle capre (cornua caprinea, cornibus capriolis, cornibus cravinis, cornibus anterevolutis); la vacca chiamata Manzia ha un corno alto e uno basso (cum uno cornu alto ac alio non); quella chiamata Figa (ah, fratelli De Albricis!) è la più... estrosa: ne ha uno ar­cuato in avanti e un altro all'indietro (cum cornu uno antelevato ac alio retro le­vato). I manzi che, innocen­ti, non hanno ancora le cor­na, sono a volte contraddi­stinti dal colore della coda.

 

DATA DEL CONTRATTO

E NOME DE! CONTRAENTI

NOMI DELLE BESTIE

 

COLORE DEL PELO

 

FORMA DELLE CORNA E COLORE DELLA CODA

 

28.2.1485

Soccidante: Stefano Maymone (di Lu) Soccidario: Giovanni De Laude (di Fubine).

 

Una vacca senza nome

 

pelo rosso

 

corna arcuate in avanti

 

20.11.1486

Soccidanti: fratelli De Albricis (di Lu)

Soccidario: Lorenzo De Mede (di Borgo San Martino).

Una vacca chiamata Clara;

una vacca chiamata Manzia;

una manza chiamata Quaglia.

pelo chiaro

pelo rosso

pelo rosso

 

corna caprine

-------------------

un corno alto e un altro basso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27.11.1486

Soccidante: Giacomo Caldera (di Lu) Soccidario: Bartolomeo Rasello (di Mirabello).

 

Una vacca senza nome;

il suo vitello senza nome.

 

pelo chiaro

---------------

corna caprine

-------------------

9.1.1487

Soccidante: Giovanni Turbido (di Lu) Soccidario: Antonio Turbido (di Lu)

 

Una vacca chiamata La Quaglia;

la sua manza chiamata La Vara;

una vacca chiamata Risignola;

il suo manzo chiamato Claro.

 

pelo rosso

pelo chiazzato pelo rosso

pelo chiazzato

 

corna arcuate in avanti

coda bianca

corna caprine

coda bianca

 

8.3.1487

Soccidanti: fratelli De Albricis (di Lu)

Soccidari: fratelli De Nibiola (di Lu)

 

Una vacca chiamata La Figa;

il suo manzo chiamato Quagli­no;

una vacca chiamata La Craviola;

la sua manza chiamata La Vermiglia; una vacca chiamata La Striverga;

il suo manzo chiamato Lo Farchono.

 

pelo rosso

pelo rosso

pelo rosso

pelo rosso

pelo rosso

pelo rosso

 

un corno arcuato in avanti e uno all'indietro coda bianca

corna caprine

------------------

corna arcuate in avanti

------------------

3.4.1487

Soccidante: Giacomo Caldera (di Lu) Soccidario: Tommaso De Lumello (di Lu).

 

Una vacca chiamata L'Ardìa;

una vacca chiamata La Quaglia.

 

pelo rosso pelo rosso

 

corna arcuate in avanti

corna arcuate in avanti

 

22.11.1487

Soccidante: Giovanni Rolando Della Valle (di Lu)

Soccidario: Giorgio De Lara (di Borgo San Martino)

 

Una vacca chiamata La Bruna;

una vacca chiamata La Rossa.

 

pelo bruno pelo rosso

 

corna arcuate in avanti

corna caprine

 

27.8.1493

Soccidante: Giovanni Antonio De Platea (di Lu)

Soccidario: Bartolomeo Rasello (di Mirabello)

 

Una vacca chiamata La Bruna;

la sua vitella senza nome;

una vacca chiamata Clara.

 

pelo bruno

---------------

pelo chiaro

corna caprine

-------------------

corna arcuate all’indietro