Al païs d', n. 6 (1997), p. 3

 

 

 

 

Per un museo del territorio

 

Anni fa visitai il Castrum Sibrium di Torba-Castelseprio, in provincia di Varese. Giorno di festa: la popolazio­ne del luogo si raccoglieva attorno ai ruderi ricchi di fa­scino. La torre angolare, le tracce degli affreschi altomedievali, la piccola chiesa di S. Maria erano realtà vive, perché attorno ad esse c'era una popolazione che le amava. Fu allora che piansi di gioia e di tristezza. Gioia per­ché in quel momento acca­deva un "miracolo": l'antico viveva in qualche modo nel presente; il presente s'accen­deva di nuova ed inaspettata luce. Tristezza perché capi­vo che quello era un evento raro, proprio come lo sono i miracoli, pur essendo ricco di storia quasi ogni borgo della nostra Italia.

Il presente esce nobilitato dall'incontro con il passato, anche remoto, purché il con­tatto avvenga nel modo giu­sto. Un reperto trafugato e mercificato da un tombarolo "muore" appena viene alla luce. Se correttamente rac­colto e studiato dagli archeo­logi, vive già una sua vita. Se, dopo essere stato illuminato dalla scienza, viene anche co­nosciuto e amato dalla popolazione del luogo in cui è stato ritrovato, l'oggetto an­tico sfonda le barriere del tempo: rimane antico e vive nel presente, illumina e viene illuminato dalle pupille di chi lo guarda. Credimi! Quando un paese difende con amore le reliquie del suo passato, diventa un luogo dove è bel­lo stare e l'archeologia, quan­do sa ridare profondità al tempo, è una disciplina di­speratamente indispensabi­le alla nostra società.

Tornano gli archeologi a Mediliano. Una proposta: tut­ti i reperti raccolti in S. Giovanni siano destinati a costi­tuire l'ossatura di un piccolo museo del territorio luese. La sua sede potrebbe essere l'edificio dell'ex scuola me­dia, che così tornerebbe ad essere "scuola" nel senso più bello e più profondo. Un museo del territorio, come realtà viva e pulsante, è qua­si una scommessa, un'ope­razione difficilissima, eppur possibile. Sia lanciata la sfi­da agli archeologi impegnati sul campo, all'amministra­zione comunale e a tutti noi luesi. Riusciremo? Riusci­remo a profittare di questa occasione?

Gianfranco Ribaldone