Al païs d', n. 5 (1982), p. 2

 

 

 

 

La cappella di San Rocco - presso la porta di Montalto - distrutta nel 1582

Con il ricavato della vendita dell'area e delle macerie fu costruito il tabernacolo della chiesa parrocchiale di San Nazario

 

I numerosi documenti relativi alla nobile famiglia Capra, nelle filze dei notai di Lu, presso l'Archivio di Stato di Alessandria, fotografati per la stesura del pennone genealogico di Caterina che fu figlia di Antonio Vincenzo Capra e di Maddalena Ferrando e che il 13 giugno 1761 sposò il mio quintavo Giacomo di Ricaldone (1737 - 1799), contengono importanti notizie relative ai diversi settori della storia di Lu.

Prova ne sono - tra i molti - gli atti che seguono, fotografati dallo scrivente in quanto Guglielmo Capra era nel 1582 Priore della Confraternita del Corpus Domini eretta nella chiesa di San Nazario. L'interesse delle carte qui pubblicate è duplice perché ci ragguagliano sulla costruzione del tabernacolo e della custodia del Sacramento dell'Eucarestia della citata chiesa di San Nazario, voluto dalla confraternita del Corpus Domini e sulla presenza di una cappella dedicata a San Rocco che sorgeva "prope et extra portam Mont'Alti", cioè vicino e al di fuori della porta di Montalto di Lu.

E’ noto come le nostre genti costruissero nei periodi di pestilenza cappelle e piloni votivi a San Rocco, per tenere lontano il terribile flagello della peste. Ignoriamo quando fu eretta la cappella in questione, ma nel 1582 doveva essere fatiscente. I Confratelli del "Corpus Domini" pensarono di abbattere l'edificio e di vendere l'area e il materiale di recupero onde utilizzare il ricavato per la costruzione del tabernacolo della chiesa di San Nazario. Occorreva naturalmente l'approvazione del Vescovo di Casale e Guglielmo Capra, quale Priore della Confraternita, espose le richieste sue e dei colleghi al Presule casalasco. Di buon grado questi accondiscese con la seguente lettera che traduco in italiano:

Alessandro Andreasi, per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica Vescovo di Casale e Conte. Ai diletti nostri in Cristo il Priore ed i Confratelli della Società e Confraternita del "Corpus Domini" eretta nella chiesa parrocchiale di San Nazario del luogo di Lu, diocesi di Casale, salute nel Signore.

Informati delle spese che intendete sostenere per la costruzione del tabernacolo e della custodia del Sacramento dell'Eucarestia della predetta chiesa di San Nazario, ad onore di Dio e del Suo Sacramento, siamo edotti inoltre della povertà della Confraternita predetta che non possiede redditi stabili e sicuri. Perciò, quale sussidio per la costruzione del detto tabernacolo, con queste nostre Lettere, concediamo, trasferiamo, comandiamo sia di proprietà della predetta Società il materiale che si troverà sull'area dove era costruita la cappella sotto il titolo di San Rocco, presso e fuori della porta di Mont'Alto ("prope et extra portam Mont'Alti") di questo luogo di Lu, coerenti Battista Mortaria e la strada da due parti.

Cosicché possiate, in vigore delle presenti nostre lettere, usufruire della detta area o fondo e delle macerie della stessa distrutta cappella  ed esse alienare e vendere e disporre del ricavato per la costruzione di detto tabernacolo quale sussidio della fabbrica di tale custodia.

Da Casale, nel palazzo nostro episcopale l’11 del mese di aprile 1582.

Il 13 maggio successivo, radunatisi nella chiesa di San Nazario, i confratelli della Compagnia o Società del Corpus Domini, tra i quali Guglielmo Capra, Bonifacio Bobba, Bernardino Colombo (di Cuccaro) ed altri ancora, presa visione della lettera di assenso di Alessandro Andreasi Vescovo di Casale, vendono a Bartolomeo Mortaria “l’area dove altre volte sorgeva la cappella di San Rocco nella contrada di Montalto” per il prezzo di 6 scudi d’oro in ragione di 14 reali per ciascuno scudo, pagati dal Mortaria al nobile Bernardino Colombo, tesoriere della Confraternita.

Non abbiamo reperito altri successivi atti in merito, ma non andremo errati nell'affermare che il ricavato di tale vendita fosse utilizzato per la  costruzione del tabernacolo della chiesa di San Nazario.

Come si vede, dunque, le indagini genealogiche possono riservare risvolti imprevisti, come questo e come altri che pubblicheremo, così da permettere, nel caso in esame, di documentare l'esistenza di una cappella di San Rocco presso la porta di Montalto e la sua avvenuta distruzione nel 1582, per i motivi sopra esposti.

Aldo di Ricaldone