Al pas d'L, n. 4 (1989), p. 3

 

 

 

Macchiette e vedette. Tra riboti balusadi e fulari (seconda parte)

Robi dna vota

 

Sgobbone, burlone e barbone

ancora vivo nel ricordo di molti di noi un tipo ameno di barbone evoluto e scanzonato, scomparso da non molto: Al Pietru du Sondru, vivace, spiritoso e intraprendente, anche se da vecchio era ridotto a rudere ingobbito e sciancato, ma sempre in moto.

A chi gli ricordava l'antica gagliardia di lavoratore, affermava: Ai sn i trabcc ca m'on ruin... alludendo alla misura contrattuale per i grandi scassi, i rut facc a bot a tont au trabc. Famigliarizzava con tutti e aveva sempre la battuta pronta ad ogni incontro.

Da giovane era stato a lavorare in Francia e di ritorno andava a giornata da Vscu e i suoi compagni di fatica ricordavano ancora quando, accovacciato in mezzo al cerchio di tutti loro che consumavano a mezzogiorno il magro pasto, non la finiva di raccontare storie di ogni genere e le sue fantasiose avventure, dimenticandosi di mangiare, tanto che al Cap d'om - al Carl d'Munsera - al lu criava: Sara la bartavela, Pidrul, e deuvra al ganasi... manda s sa poca miseria, anveci d'sgar 'l fi....

E questa vocazione di cantastorie la coltivava e la sfruttava nelle serate invernali, quando animava e teneva allegra la combriccola che frequentava la stala dla Brla, la famosa proprietaria dla Casigna dl'Ort, vera e rara direttrice d'azienda, ca la fava la... str dl'Ort, da la Pisa au Rund e viceversa, sataia cm in carat, cul gambi chi strisavu an tera, ans la stonga dal cart, tir da n'asn p cit che lei, c'al fava i so comut, sapatonda la testa a d cad'n, se la "Madama" al lu sulecitava cul brilli. Il Pietro, se d'inverno contava storie e cantava anche romanze nella stalla, nella buona stagione lavorava anche alla cascina, perch la "Madama" lo teneva in considerazione per le sue buone qualit e cosi capitava che padrona e dipendente si trovassero sullo stesso carretto, seduti come i carrettieri di rango sulla stanga, un di qui e l'altro di l, col peso tutto in avanti che dava addosso all'asinello, sicch da la Crus au Rund, s d'cal e sensa macanicca, al bircc al piava londi e la povra bestia as fava rabl, cun la braga tiraia chi taiava al cousi e la traversa dal cart chi splava la cua... A ieru al cumudit d'na vota....

Un giorno, giunto alla cascina dopo una discesa pi emozionante del solito, "la Madama" dice al Pietro: Am sma che sa bestia labia i fer cunsim o u sparav... u sar mei purtalu da u Stevu d'Brisasch a falu fr....

Va bn, Madama, ma u sar mi purt anche 'I cart e faii da n'ugiada a la macanicca e ai tapar, chi tenu p!... E po' an seguit u sar ancura mi distribu al pis in poc d'adn e in poc d'adr, ma snsa f la sbiuta... e tr l'asu ant liar... e fin nui e 'I cart an tu rantan dal viravt d'Santa Maria!.

 

La voce e il cane del padrone

Simpatico, benvoluto e punzecchiato da tutti, cantava volentieri ed era sollecitato sovente a fare qualche "a solo" sulla strada o sulla piazza: doveva avere una bella voce e sensibilit musicale se tante volte, a richiesta di popolo, eseguiva noti pezzi di opera e, quando c'era un po' di gente radunata e un po' di festa e di allegria, si alzavano voci: Pietru, canta lAida! e li, sa l'era ans l'nda u tacava... E tcc, cittu a d d'asct....

Aveva sempre con s il suo cane, Jan, e lo faceva ballare, mugolare e guare a comando. Mimo e giocoliere, il cane era in piena sintonia col suo padrone e pare anzi che, in queste occasioni solenni, danzasse e guaisse a tempo di musica, accompagnando ritmicamente gorgheggi padronali e bauladi con ondeggianti balletti e scanditi colpi di coda... E non c'era pericolo che, se il cane danzava e abbaiava da artista, l'artista cantasse... da Cane!

La fama e la bravura del cantore erano superiori ad ogni stecca e quelle del cane erano collaudate e garantite dai successi strepitosi dei loro eccezionali duetti e balletti.

 

Solitario selvatico o mistico eremita?

Coll'avanzare dell'et diminuiva il suo vigore fisico, ma anche quando si ridusse nelle condizioni precarie della sua vecchiaia non perse il buon umore e... l'appetito: lo si vedeva sempre sereno e contento, socievole e affabile con tutti, ma per tutta la vita vissuto solo, isolato in un suo stambugio come un selvatico e mistico eremita.

Stava in vicolo Orto Chiuso, ant'in cast c'al pudiva iesi anche in stalt o in canvt, mid e scri, ove nessuno entrava e dove, per sentito dire, a iera na gran paiasa d'fuiac o d'paia, na grama tula camulaia, in cantar tt sbirul e dapartt, sbardl o migi, ogna sorta d'badani, cun padeli, ramigni, tnd e chigiar armisci e tracc l... e in padlt ans al fe, cun la testa d'na sapa frsta e arsnnta a f da quercc....

In questo disordine stravagante ed eccitante al Pietru du Sondru faceva anche il cuoco e tutti sanno che una volta per la festa dSan Val, anca li laur f ialint, ma per nnt f dal fadi intili a l facc in alint sul vuotando una scodella di ripieno al centro dello sfoglio, congiungendo i quattro lembi come per un fagotto e ottenendo un maxi alinotto che ha buttato nella pentola. Ma scoppiato: all' tir s cun la casilara, al bel faruaii, l' mangi "lo stracotto di alinotto" e ne ha bevuto il decotto.

Non soffriva di noia e non si abbandonava all'inerzia: aveva tanti piccoli interessi per tante piccole cose che altri trascurano ed erano vitali per lui: faceva i suoi giri abituali in campagna e a seconda delle stagioni raccoglieva funghi, lumache, e svariati prodotti spontanei del bosco e delle siepi, che in parte consumava e in parte cedeva ad amici e conoscenti.

Con la sua bisaccia a tracolla e na tola anfilaia ant'na cana ans al spali arrancava per le strade appoggiato al suo robusto bastone e avanzava lentamente, col bel testone bianco che pendeva in avanti e col cappello negli occhi, accompagnato dal suo fido e vivace cane Jan, col quale discorreva scambiando parole affettuose con guati di gioia e scodinzolamenti festosi, oppure un richiamo severo con lamentosi mugoli a orecchie basse e a coda penzoloni.

 

I bicr e lnest...

Semplice e gioviale il nostro personaggio aveva il fiuto sagace del contadino diseredato e dal cervello fino e sapeva arrivare a tempo giusto nei posti giusti e precisamente l dove nella mattinata ai cariavu. La bara cun al bnsi, ant i tmp andrera, o al Camion o la cisterna fina a poc tmp fa, ieru l prnt e i brentadur iandavu e i'amnivu, ginda fort u nmmar dla brnta ca la partiva e ant la conva i marcavu la riga ans la stanghtta dla vasela. Il Pietro si avvicinava, facendo qualche azzeccato complimento al padrone, che naturalmente lo invitava con la rituale formula: Sondru, - ai lu ciamavu anche ais - t'veni a bvni in ms?. A l' bunura... ma bn aulantera!. S'infilava nella cantina, assaggiava, centellinava con calma, fiutando la schiuma col naso nel bicchiere, emetteva apprezzamenti lusinghieri e interessati, scambiava battute cun Barachetu e u Toiu d'Bars, chi savu sa u ca l'andava a fin, e u lurgnava fina a l'ura d'culasin, sich, per amur o per forsa, da infiltr ladvantava in anvid.

E capitava che in mes dop l'at, i bicer as chintavu p: e na vota in bel tipu d'brentadur - a l'era propi Barachetu - l' marc ans la stanghtta anca i bicer che u Sandr l' bu ant'in ura e a la fn, quand c'ai ion dicc: Pietru, ancura in mes?... lui l' rispund: No, grasia,... l'unest l' sta ben dapartt!....

Una risata generale accoglie la battuta e qualcuno sogghignando esclama: Ormai, l'unest t'la surpasaia d'in bel tocc!... Ma al Pietru, cu sava lesi anche ans al vaseli, l' tracc n'ugiada... e poi con aria di superiorit soddisfatta li spiazza tutti e sbotta: Dist?... E se ca l? La mia, l' n'unest ad alta gradazione e a livello superiore! con un finale in italiano degno di un linguista di classe e da barbone fuoriclasse.

A lera che quond chi cariavu, cit o gros chi fisu, anca lui al fava la so caria. Era un diritto un diritto usucarpito!

Angelo Verri